Gallipoli, la cosiddetta “Città Bella”, è stata sempre protetta fin dall’antichità dall’austera cinta muraria, che con i suoi anni di storia, ancora oggi, resiste allo scorrere veloce del tempo, e dà ai suoi abitanti la stessa sicurezza di una volta, quando attaccati dai veneziani o comunque costretti a subire angherie, trovavano rifugio in essa proprio come quando un bambino, scappando dai mali della realtà, trova conforto tra le braccia della madre.
Nei giorni invernali, è accarezzata da venti che si alternano per soffiare sempre più forte sulla piccola città e per dare il frizzante risveglio a tutti i pescatori avvisandoli, con il loro canto stonato, che, il mare oggi non è navigabile. Ma loro non si preoccupano, preparano le reti, salpano le ancore e sono pronti per intraprendere, ancora una volta, un’avventura rischiosa in mare aperto.
Il mare, tempestoso e violento, si presenta ai loro occhi come se volesse ingoiarli nelle sue profondità. Questi uomini coraggiosi, poco loquaci, con l’aspetto pensieroso sfidano il pericolo. Le onde alte del mare di cui conoscono i profondi segreti ed il vento impetuoso, continuano ad intralciare la navigazione sino a quando non c’è più distinzione tra cielo e mare e questa mescolanza ha il sapore della tragedia.
